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Lo sviluppo psicologico dei ragazzi PDF Stampa E-mail
Scritto da 5vm   
mercoledì 12 marzo 2008

Quarto incontro sulle dinamiche Genitori/Adolescenti

COSA CAMBIA IN ADOLESCENZA: LO SVILUPPO PSICOLOGICO DEI RAGAZZI 

Diceva Rousseau: “L’uomo nasce due volte: una per esistere, l’altra per vivere”

 

Ieri il passaggio era molto più chiaro da bambino ad adulto.

Oggi sono adolescenti a vita (il CEPU visto come babysitteraggio per adulti)

Ieri l’altro c’erano i riti di iniziazione che segnavano il passaggio dall’una all’altra età

Oggi che cosa sancisce il passaggio? 

C’è chi ha risposto; le chiavi di casa, chi il motorino, chi la prima vacanza da soli, chi il passaggio alle scuole superiori.

Tutte le possibili risposte sono comunque valide, dipende dalle nostre esigenze, di come noi genitori abbiamo gestito la vita familiare. Comunque è un momento che appartiene a tutti i ragazzi anche se con modalità diverse.

Ogni età si costruisce poco a poco su se stessa attraverso avvenimenti che sembrano (e sono) personali e particolari e sono, allo stesso tempo, immersi in un clima generazionale che permette ai giovani e anziani di culture e di paese diversi di riconoscere facilmente negli stessi problemi e nelle stesse inquietudini.

L’adolescenza è il tempo in cui ogni individuo, a cavallo tra un’infanzia che va sgretolandosi e una giovinezza che si intravede, si accorge di avere una memoria.

La memoria non è solo ricordi di eventi ma anche, e forse soprattutto, scoperta di un passato che esiste, è coscienza di esistere.

L’adolescenza è il tempo della distinzione tra memoria corporea e memoria mentale.

Per cercare di capire questi figli dobbiamo immedesimarci in loro e proviamo allora a pensare di camminare senza sapere dove andare e senza vedere mete…..ci assale la paura. Ecco i ragazzi che non hanno ancora sviluppato una conoscenza, un apprendimento di pensieri e concetti che avvengono con l’accumularsi di esperienze, conseguenza del diventare adulti, provano TERRORE.

Tra passato e avvenire si gioca il presenteL’adolescenza prende forma dal momento che si ha consapevolezza del passato come un tempo vissuto e si vive il desiderio dell’avvenire come risposta ai nostri progetti.

Il passato preme e ci spinge a crescere, mutare o, viceversa, a tornare indietro.Un passato, in genere sereno (escludiamo casi di infanzia problematica) garantito e un futuro incerto. Le sicurezze che abbiamo avuto nel passato certamente ci spingono positivamente ad andare verso il futuro. Comunque la vita ci fa camminare inevitabilmente.

Occorre insegnare ai propri figli  la progettualità.

Il passaggio dalla fase bambino all’adolescenza come ogni passaggio è un processo di DESTRUTTURAZIONE E RISTRUTTURAZIONE.

E’ una ricerca confusa delle risorse necessarie per tentare di ritrovare un nuovo equilibrio, di ricomporre la vita.

Tanti pezzi da ricostruire in base a quale progetto? (questo è il punto. In un puzzle si hanno tanti pezzi ma si ha una immagine da seguire!).

C’è anche in questa fase delicatissima di CRISI vera e propria, il problema delle ASPETTATIVE del genitore. Il genitore deve esserci sempre, non farlo sentire solo, ma non costruire al posto di…… tipico dell’età precedente.

Un bambino piccolo lascia spaio al genitore nelle sue scelte. Lo spazio nell’adolescenza non ci viene più concesso.

L’aspettativa del genitore deve trovare dimensione nella CONSAPEVOLEZZA…

lo stiamo facendo insieme, bisogna ACCOMPAGNARE l’adolescente non GUIDARLO.  

L’adolescente deve ritrovare dopo lo sgretolamento dovuto all’infanzia (addio al bambino idolo, ai genitori come idoli, addio al bambino edipico, al linguaggio rassicurante ecc.) un suo equilibrio.

La ristrutturazione è comunque un momento di instabilità.  

CENTRALITA’ DEL CORPO

La nostra cultura occidentale anche la tradizione psicologica ci porta, inconsciamente, a considerare MENTE e CORPO SEPARATI. 

Ma il corpo non è l’oggetto diverso e diviso dal soggetto di chi lo guarda.

Pensare al proprio corpo non è uguale a pensare il corpo.

Pensarci = prendersi cura: mi lavo ecc.)

Pensarlo = guardarlo dall’esterno per capire da ciò che vedo che immagine do all’altro, questo fino a quando non si creerà una identità tra le due immagini.

Il corpo diventa il campo delle esperienze.

Gli adolescenti compiono mille azioni con il proprio corpo: -  lo vestono e lo travestono -   lo dipingono e lo marchiano -  lo sciupano o lo esaltano - lo manipolano in mille modi diversi -  lo amano e lo odiano.

Gli adolescenti vogliono provocare ed eccedere e il vestito in questo viene loro in soccorso.

Bisogna pensare che nel periodo di passaggio il cambiamento corporeo è improvviso e rapido.

C’è la difficoltà ad accettarsi: oggettivamente si è più brutti ma si fa di tutto per esserlo ancora di più.

Richiesta di VISIBILITA’. Le pulsioni sessuali sono intense, rapide, a volte incontrollabili….

La Pelle rivela, il Vestito viene in soccorso. 

TUTTO è TENTATIVO DI CONOSCENA DI SE’, DEL NUOVO SE’: e il corpo permette di fare questa esperienza del novo Sé, di prender contatto, diafre le prove.In questo momento è importante NON MORTIFICARE, NON SVALUTARE, chiedere al massimo: ti senti a tuo agio così vestito????

L’adolescente sta ridefinendo se stesso e il genitore di conseguenza vive anch’esso un momento di mutamento.

Sono 2 movimenti uguali e contrari: adolescente: espansione di sé, scoperta delle potenzialitàgenitore: contrazione, calo risorse fisiche.

Quindi nel campo relazionale familiare si gioca una costruzione interattiva, perché parlare di adolescenza implica che i genitori siano disponibili a trattare di se stessi.

Per l'adolescente che cresce la domanda CHI SONO in realtà implica: COME MI SENTO E COME MI VEDO ALL’INTERNO? COME SONO VISTO DA FUORI? (quale immagine ha l’altro di me?) 

Per il genitore di adolescente la domanda da porsi è sono disposto a mettermi in discussione?

L’adolescente dice agli altri di non capirlo ma il primo a non capirsi è lui stesso.

Da bambino ha fatto esperienze concrete, ora si pone domande sulla vita e sulla morte…domande che vanno oltre l’esperienza. 

Si chiude nel SILENZIO (che va sempre rispettato) - avarizia di parola -  ma anche incubazione di parole e di pensieri -  elaborazione che non trova però canali di espressione il silenzio degli adolescenti è lo specchio del gioco tra

- l’impressione più profonda che egli vive

- l’espressione esterna che è capace/incapace di offrire 

Riservatezza e esibizionismo

RISERVATEZZA: sono disorientato ma nel mutismo ce la faccio di più a tenermi i vari pezzi di me…se parlo non controllo…

ESIBIZIONISMO: non capisco niente di quello che mi accade dentro, preferisco occuparmi della mia immagine esterna 

COSA RIMANE DA FARE AI GENITORI?

ESSERE SPECCHIO DELLE LORO AMBIVALENZE MA CON MAGGIORE SERENITA’

L’adolescente ha la NECESSITA’ di -  sperimentare la sua capacità di opposizione - l’esigenza di non perdere la sicurezza affettiva.

Dove l’adolescente può sperimentare tutto questo?

IN FAMIGLIA - ridefinendo il legame con i genitori

A SCUOLA - Un banco di prova per: - l’ansia per la separazione dalla famiglia - la paura di essere valutato dagli altri (insegnanti, coetanei) - il disagio di fronte all’autovalutazione (io mi giudico) 

MA -  non ha conseguito strumenti idonei di giudizio per uno sviluppo logico-intellettivo in fase evolutiva, - deve fare i conti con un equilibrio emotivo non ancora raggiunto - ciò che ha di più chiaro è il sentirsi confuso e disorientato 

AMBIVALENZA DI FONDO - estroversione = desiderio di relazione -  introversione = desiderio di isolamento

QUANTO DURA? -  Non c’è un tempo stabilito per definire la fine dell’adolescenza -  La giovinezza avanza man mano che situazioni ambigue e stentate lasciano il posto ad energia e progettualità più definita e sicura - L’illusione adolescenziale di poter cambiare il mondo e di disfarsi di ogni legame, evolve verso la capacità di compromessi postivi e costruttivi

L’ADOLESCENTE - è ostile per principio -  poco incline ad inserimento sociale -  è progressista suo malgrado -  ingurgita esperienze -  SOGNA

IL GIOVANE - scruta l’ambiente - cerca alleanze e prospettive -  è progressista quanto basta -seleziona le esperienze - AGISCE

L’adolescente si pone contro tutto e contro tutti, il giovane si pone contro qualcuno e contro qualcosa!

 
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